Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD)
La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) rafforza e armonizza gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità delle imprese.
Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD)
La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) ha introdotto un nuovo quadro normativo europeo per la comunicazione delle informazioni di sostenibilità, sostituendo e ampliando quanto previsto dalla precedente Non-Financial Reporting Directive (NFRD). Entrata in vigore nel gennaio 2023, la CSRD ha l'obiettivo di migliorare qualità, comparabilità e affidabilità delle informazioni ESG divulgate dalle imprese, consentendo a investitori, finanziatori, clienti e altri stakeholder di valutare in modo più efficace gli impatti, i rischi e le opportunità legati alla sostenibilità.
Le aziende soggette alla normativa devono rendicontare le informazioni di sostenibilità all'interno della Relazione sulla Gestione, seguendo gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) e applicando il principio della doppia materialità, che considera sia gli impatti dell'impresa sull'ambiente e sulla società sia gli effetti delle tematiche ESG sulle performance aziendali.
Tra le principali informazioni richieste figurano:
- modello di business, strategia e governance;
- obiettivi e piani di transizione in materia di sostenibilità;
- politiche e procedure adottate;
- gestione di rischi e opportunità ESG;
- processi di due diligence;
- impatti sull'ambiente e sulle persone lungo la catena del valore;
- indicatori e metriche di performance ambientali, sociali e di governance.
Cosa cambia con le recenti modifiche alla CSRD?
L'evoluzione del quadro normativo europeo in materia di rendicontazione di sostenibilità è ancora in corso. Nel 2025 la Commissione europea ha avviato un processo di semplificazione della normativa attraverso il cosiddetto Pacchetto Omnibus, successivamente tradotto in modifiche legislative che incidono in modo significativo sugli obblighi previsti dalla CSRD.
Tra le principali novità introdotte a livello europeo vi sono:
- la revisione del perimetro delle imprese soggette agli obblighi di rendicontazione;
- il rinvio di alcune scadenze applicative attraverso la cosiddetta "Stop-the-Clock Directive";
- la semplificazione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS);
- il rafforzamento delle tutele per le imprese di minori dimensioni appartenenti alle catene del valore delle aziende soggette alla normativa;
- il mantenimento dell'obbligo di assurance limitata sulle informazioni di sostenibilità.
In particolare, le modifiche approvate dall'Unione Europea prevedono una significativa riduzione del numero di imprese tenute a rendicontare secondo la CSRD, concentrando gli obblighi principalmente sulle organizzazioni di maggiori dimensioni. Tuttavia, tali disposizioni richiedono il recepimento negli ordinamenti nazionali e la loro concreta applicazione dipende dalle modalità e dalle tempistiche di attuazione nei singoli Stati membri. In Italia, la disciplina CSRD è attualmente contenuta nel D.Lgs. 125/2024, già modificato per recepire il rinvio di alcune scadenze, mentre ulteriori adeguamenti saranno necessari per recepire integralmente le successive modifiche europee.
Le organizzazioni interessate dovranno pertanto monitorare l'evoluzione del quadro normativo nazionale al fine di verificare l'effettiva applicabilità degli obblighi e le relative tempistiche di conformità.
Come prepararsi?
Nonostante le revisioni adottate, la sostenibilità continua a rappresentare un elemento strategico per imprese, investitori e istituti finanziari. Anche le organizzazioni che potrebbero non rientrare più negli obblighi di rendicontazione potrebbero continuare a ricevere richieste informative da clienti, banche, investitori e altri stakeholder della catena del valore. Per questo motivo, sviluppare processi di raccolta dati ESG, effettuare una valutazione di doppia materialità e definire una strategia di sostenibilità rimangono attività fondamentali per rafforzare competitività, accesso al capitale e resilienza aziendale.
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