La cooperativa trentina è tra le poche aziende della ristorazione collettiva ad aver raggiunto il traguardo della certificazione SA 8000, la norma internazionale volta a tutelare i diritti fondamentali dei lavoratori, assicurando il rispetto dell'etica in ogni fase dell’attività aziendale.
Una realtà in crescita
Risto 3, che ha sede a Trento, opera da quasi 30 anni nell’ambito della ristorazione collettiva, occupandosi di pasti veloci, mense scolastiche, ristorazione sanitaria e della terza età, pasti trasportati, mense aziendali o interaziendali. I ricavi, che nel 2006 hanno sfiorato i 30 milioni di euro (+13,13% rispetto al 2005) provengono quasi per la metà dalle mense scolastiche (49%), il 35% dai ristoranti aziendali, il 15% dalle case di riposo e ospedali.
Su 850 dipendenti, 300 sono soci, l’età media è di 40 anni e la provenienza un mappamondo: 93 i lavoratori provenienti dall’estero, di cui 53 dall’Europa (quasi sempre dell’Est), 20 dall’Africa, 19 dal Sudamerica e uno dal Nordamerica. Nel 2006, la cooperativa ha cucinato 5,6 milioni di pasti per i trentini (bambini, lavoratori, anziani e malati). Circa mezzo milione in più dell’anno prima, quando ammontavano a 5,1 milioni.
L’obiettivo della qualità e della sicurezza alimentare da un lato e l’impegno sul piano etico e sociale dall’altro, rappresentano le linee guida cui si ispirano la filosofia aziendale e l’attività di Risto 3. Ciò significa, ad esempio, promuovere il miglioramento dei servizi, puntando su prodotti alimentari di qualità e su controlli rigorosi, così come valorizzare il lavoro quale strumento essenziale per la crescita umana, oltre che professionale, dei soci e dei collaboratori non soci.
Obiettivo responsabilità sociale
L’impegno per questi valori si è tradotto nel tempo anche in un percorso di adeguamento agli standard internazionali in materia di qualità, sicurezza e responsabilità sociale, con il conseguimento delle relative certificazioni, tutte rilasciate da DNV (Det Norske Veritas), organismo internazionale leader del settore.
Risto 3 è stata la prima azienda di ristorazione a ottenere la certificazione ISO 9001 del sistema di gestione qualità nella provincia di Trento. E’ prossima a raggiungere il traguardo della certificazione ISO 22000 per i sistemi di gestione della sicurezza alimentare. E, recentemente, ha superato le verifiche di conformità allo standard SA 8000, la norma internazionale per il miglioramento delle condizioni di lavoro e il rispetto della salute e della sicurezza dei lavoratori.
Quest’ultimo riconoscimento è relativo a tutte le principali attività della cooperativa: erogazione di servizi di ristorazione commerciale, collettiva e sociale con metodo tradizionale e a legame refrigerato (cook-chill); produzione e commercializzazione di prodotti di gastronomia; lavorazione di carni e pesce; erogazione di servizi party e catering.
La centralità delle risorse umane
L’iniziativa della certificazione “etica” SA 8000 è del tutto coerente con gli obiettivi statutari, il modo di agire e la stessa ispirazione cooperativistica di Risto 3. La società trentina considera le risorse umane il proprio patrimonio principale ed è impegnata ad assicurare la continuità occupazionale e il miglioramento delle condizioni economico-professionali sia dei soci lavoratori sia dei dipendenti, promuovendo opportunità occupazionali e di affermazione sociale anche per le categorie “deboli” ed in modo particolare per le donne. Particolare attenzione è dedicata alla formazione e alla creazione di un ambiente di lavoro idoneo sia sotto il profilo umano sia per quanto riguarda la sicurezza e la salute dei dipendenti.
La certificazione SA 8000 permette a Risto 3 di dimostrare in modo obiettivo ai clienti, ai fornitori e alla comunità nel suo complesso, i risultati raggiunti nell’impegno per una gestione responsabile della propria attività. “Il confronto con una realtà cooperativa così complessa e articolata - ha commentato Marco Omodei Salè, Market Developer Food Sector Venezia, DNV Italia - è stata anche per noi un'esperienza nuova e stimolante, che ha richiesto un impegno notevole nelle attività di audit per verificare tutti gli aspetti rilevanti nel percorso di certificazione SA 8000. Tra le poche aziende della ristorazione collettiva ad aver raggiunto questo importante traguardo, Risto 3 conferma così di essere all’avanguardia per l’attenzione riservata al tema della sostenibilità, che in futuro assumerà un ruolo sempre più rilevante”.
Gli obiettivi dello standard SA 8000
Basato sui principi delle convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e della convenzione dell’ONU sui Diritti del Bambino, lo standard SA 8000 - sviluppato nel 1997 dall’organizzazione internazionale Social Accountability International (SAI) - si propone di combattere le condizioni di lavoro disagiate e ogni forma di sfruttamento (a cominciare dal lavoro minorile), all’interno sia dell’azienda che dei suoi fornitori. Nel 2001 è stata emessa una nuova versione dello standard SA 8000, nella quale è stata estesa la protezione anche ai lavoratori a domicilio.
Chi è DNV
DNV (Det Norske Veritas) è una fondazione internazionale indipendente con sede a Oslo. Dal 1864 opera per la “salvaguardia della vita, della proprietà e dell’ambiente”, mettendo a disposizione dei clienti la propria esperienza e le proprie competenze nella gestione dei rischi nei più diversi settori di attività. Presente in 100 Paesi con 300 sedi e 7000 dipendenti, DNV è uno dei principali organismi di certificazione a livello mondiale: con oltre 65.000 certificazioni e un fatturato che nel 2006 è stato pari a 912 milioni di Euro.
DNV opera in Italia dal 1962 ed è presente su tutto il territorio nazionale con 10 sedi operative e oltre 200 dipendenti. DNV è leader nel mercato italiano della certificazione con oltre 16.000 imprese certificate: è al primo posto nella certificazione sia dei Sistemi di Gestione Qualità (ISO 9000) con un market share del 17% sia dei Sistemi di Gestione Ambientale (ISO 14000) con il 27% del mercato. I ricavi totali nel 2006 hanno raggiunto i 40 milioni di euro, di cui il 3,7%, è stato investito nella formazione delle risorse umane.
