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Lo scorso febbraio, GlobalGAP ha adottato definitivamente la versione 2.0 dello Standard che, per tutti coloro che faranno richiesta di questo tipo di certificazione, diventerà obbligatorio entro il 2011.

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Nel corso del 2009, un team di tecnici esperti di zootecnia e acquicoltura, insieme a specialisti in materia, hanno definito i nuovi criteri per la produzione di mangimi composti. Questi nuovi criteri sono stati lungamente testati in Europa, Asia e Sud America e sottoposti a tre consultazioni pubbliche. Alla fine di questo lungo percorso, l’ente privato che fissa le norme volontarie per la certificazione dei prodotti agricoli, GlobalGAP, lo scorso febbraio ha adottato la versione definitiva.

Si tratta di uno standard molto importante ai fini della sicurezza alimentare, proprio perchè prende in esame la produzione e l’approvvigionamento di mangimi composti destinati al bestiame e all’acquacoltura.

Il nuovo Standard CFM contiene 204 punti di Controllo (o criteri di conformità) che coprono tutto il processo produttivo dei mangimi composti, dall’origine degli ingredienti al trasposto e distribuzione del prodotto finito. Di questi, ben 170 appartengono al livello di importanza maggiore, solo 33 a quello di importanza minore.

Completano lo Standard una raccomandazione e tre Linee Guida:
• l’elenco dei materiali vietati ai fini della nutrizione animale;
• l’elenco dei materiali il cui trasporto è proibito (completamente o in specifiche condizioni)
• la Valutazione del rischio Global GAP per i mangimi composti.

Entro il 2011, la versione 2.0 dello Standard per la Produzione di Mangimi Composti (CFM) diventerà obbligatorio per tutti coloro che faranno richiesta di questo tipo di certificazione.

Data: 24 March 2010

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